«Questa economia uccide davvero!». Non ha dubbi Jean-Paul Fitoussi (economista all’Observatoire français des Conjonctures Economiques di Parigi e alla Luiss di Roma) quando gli si chiede un commento sull’implacabile atto d’accusa di papa Francesco contenuto nella sua Esortazione apostolica Evangelii Gaudium. «Questa economia uccide, e uccide in diverse maniere – spiega Fitoussi –. Innanzitutto attraverso l’enorme disuguaglianza che c’è nel mondo, con una crescita che favorisce pochissime persone che vivono sulla sofferenza degli altri. Poi, uccide anche con politiche sbagliate. C’è un fatto che mi ha molto colpito: in Grecia, la mortalità infantile è cresciuta a causa delle politiche di austerità che hanno fatto pagare ai bambini cose che con loro non c’entrano nulla”».

Non è un papista, Fitoussi. Anzi. «Io sono totalmente laico, non sono religioso. Ma se una persona, fosse anche il papa, dice cose che mi piacciono, allora le dico anch’io, perché su molte cose la pensiamo allo stesso modo».

Nelle recenti udienze generali del 15 e del 22 aprile Papa Francesco ha proposto alcune considerazioni su di “un aspetto centrale del tema della famiglia” – come lui stesso lo ha definito: la creazione dell’uomo e della donna e il sacramento del matrimonio. Prende le mosse dal riconoscimento che l’uomo e donna e la loro relazione nel matrimonio sono un “dono”. Scorgiamo in queste parole un duplice riferimento; uno al Vaticano II, che vede nel matrimonio, che poggia sull’amore coniugale, il fondamento della famiglia; un altro alla Scrittura, come viene esplicitato da subito nel corso delle udienze stesse.

Porre il matrimonio al centro della famiglia non è né una idea neutrale né un dato scontato. È l’assunzione di un preciso punto di vista per comprendere la famiglia e proporlo come ideale da perseguire.

Entro questa cornice Francesco si propone di riflettere nelle due catechesi introno a “differenza e complementarità” di donna e uomo. Certo la categoria “complementarità” è inadeguata a spiegare il corretto modo di intendere la relazione tra la donna e l’uomo. Storicamente l’adozione della categoria di complementarità ha costituito un passo in avanti nella ridefinizione dei rapporti tra donna e uomo, come tentativo di superamento del rapporto di subordinazione. Ma l’accresciuta consapevolezza della pari dignità della donna ha condotto a svelare l’ambiguità della complementarità.

 Dialogo con il cardinale Gianfranco Ravasi

Un pellegrinaggio per un «nuovo umanesimo» sulla via delle opere di misericordia. Una visita pontificale che è anche un viaggio condensato in sette tappe simboliche delle contraddizioni, delle luci e delle ombre di un Mezzogiorno incarnato da Pompei e da Napoli, luoghi paradigmatici dove Papa Francesco arriva – il primo giorno di primavera, ma anche giornata mondiale della Poesia e giornata in memoria delle vittime innocenti della criminalità – compiendo quei passi concreti sintetizzati nei cinque verbi del documento preparatorio al quinto grande Convegno ecclesiale di Firenze: uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare.

Viaggio nelle parole chiave

A decifrare, attraverso alcune parole chiave, questo itinerario costellato di segni con il discernimento necessario a coglierne la portata – sia sul piano del magistero papale, sia per le sue ricadute sul territorio campano – una “guida” d’eccezione: il cardinale Gianfranco Ravasi, dal 2007 presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, già Prefetto della Biblioteca Ambrosiana dal 1989 al 2007, nominato Commissario Generale della Santa Sede per l’Expo di Milano 2015 oltre che fine biblista, teologo, ebraista ed archeologo, autore di una vasta opera letteraria che ha donato a credenti e non credenti (suoi ospiti costanti, in dialogo nel Cortile dei Gentili) acute interpretazioni della Parola biblica e della valenza poetica dei testi sacri, anche attraverso la sua alta divulgazione in “breviari laici” e rubriche su quotidiani e periodici.

Con le udienze di mercoledì 15 e mercoledì 22 aprile, papa Francesco ha cominciato a indicare alcune linee generali di una catechesi sul «grande dono che Dio ha fatto all’umanità con la creazione dell’uomo e della donna e con il sacramento del matrimonio». Si tratta di questioni di grande rilevanza antropologica, educativa, sociale e con notevoli risvolti sul piano delle scienze umane, della filosofia e della stessa teologia.

Ha detto testualmente il papa la scorsa settimana: «il testo biblico lo ripete per ben tre volte in due versetti (26-27): uomo e donna sono immagine e somiglianza di Dio. Questo ci dice che non solo l’uomo preso a sé è immagine di Dio, non solo la donna presa a sé è immagine di Dio, ma anche l’uomo e la donna, come coppia, sono immagine di Dio. La differenza tra uomo e donna non è per la contrapposizione, o la subordinazione, ma per la comunione e la generazione, sempre ad immagine e somiglianza di Dio».