«Un uomo di perdono che ha rischiato il nuovo inizio nei rapporti tra ebrei e cristiani» ‒ così il cardinale Walter Kasper ha ricordato,‎ per il nostro sito, il rabbino Elio Toaff morto domenica 19 aprile. Un rischio che Toaff ha affrontato contemporaneamente sul versante ebraico con la necessità di ricostruire una comunità drammaticamente ferita dal fascismo e dal nazismo, e sul versante cattolico con una Chiesa che disprezzava e accusava i “perfidi giudei” di deicidio. Con l’ex rabbino capo di Roma, Kasper ha percorso un lungo tratto di cammino all’insegna di un dialogo pluridecennale che ha portato a ridisegnare i rapporti tra Chiesa cattolica ed ebraismo, sanciti anche dalla prima visita di un papa, nel 1986, in una Sinagoga. «Un uomo giusto ‒ ha proseguito Kasper, ricordando che per gli ebrei “giusto” equivale al nostro “santo” ‒ con una forte identità ebraica, ma molto aperto, compassionevole, e in dialogo con tutti». «Non uomo di scontro ‒ ha proseguito il già Presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo ecumenico e con l’ebraismo ‒ ma uomo di dialogo e di ascolto, che nel dialogo è cresciuto e ha fatto crescere. Uomo estremamente simpatico ‒ ha detto ancora Kasper con emozione ‒ maestro autorevole per gli ebrei e maestro per i cristiani, che ricordo anche per quel suo sguardo intenso e appassionato». Un uomo ‒ ha concluso il cardinale ‒ che alla morte di Giovanni XXIII si recò in piazza San Pietro per pregare per il papa amico, che con il Concilio ha aperto il cammino di riconciliazione con i “Fratelli maggiori”.

Raffaele Luise