In una giornata particolarmente intensa e paradigmatica, papa Francesco ci ha mostrato ieri quale sia l’architrave del suo straordinario magistero. E infatti, presentando la bolla di indizione dell’Anno Santo della misericordia, ci ha ricordato che la misericordia è l’architrave della Chiesa.

Nella bolla, intitolata “Misericordiae vultus”, ha anche annunciato la forte novitá dell’apertura di una Porta Santa in tutte le Chiese particolari, affinché il Giubileo possa essere celebrato anche a livello locale “quale segno di comunione di tutta la Chiesa”. Una notevole discontinuità con tutti i Giubilei, che cancella l’ombra di qualsiasi trionfalismo e si apre ai valori del Concilio che ‒ scrive il papa nella bolla ‒ ha abbattuto le muraglie che per troppo tempo avevano rinchiuso la Chiesa in una cittadella privilegiata… portandola ad annunciare il vangelo in modo nuovo”. L’Anno Santo avrà per motto “Misericordiosi come il Padre”, per indicare alla Chiesa una nuova apertura al mondo e alle fragilità degli uomini, comprese quelle di cui si discute al Sinodo sulla famiglia, con particolare riferimento ai divorziati risposati e agli omosessuali. Non solo, ma il papa conferirà ai sacerdoti l’autorità di perdonare anche i peccati che sono riservati alla Sede Apostolica. La credibilità della Chiesa ‒ scrive Francesco ‒ passa attraverso la strada dell’amore misericordioso. La tentazione di pretendere sempre e solo la giustizia ‒ prosegue il papa ‒ ci ha fatto dimenticare che essa è soltanto il primo passo… e che giustizia e misericordia non sono due aspetti in contrasto tra di loro, ma due dimensioni di un’unica realtà.

Nella terza parte della bolla, Francesco ha condannato la piaga putrefatta della corruzione, e rivolto ai membri della criminalità organizzata, ha chiesto loro di cambiare vita, perché per tutti, presto o tardi, viene il giudizio di Dio, a cui nessuno può sfuggire.

In un momento di grandi cambiamenti sociali e di grandi sofferenze ‒ ha detto ancora il papa ‒ la Chiesa è chiamata ad offrire più fortemente i segni della presenza e della vicinanza di Dio, e non dimentica la violenza inaudita subita da tanti cristiani nel mondo.

Incontrando, in mattinata i formatori alla vita consacrata, Francesco li ha invitati ad essere testimoni e non solo maestri. Un altro grande insegnamento di Paolo VI, forse dimenticato negli ultimi decenni.

Ma il papa dal grande profilo geopolitico, ha anche aperto, ieri a Panama, con un messaggio letto dal cardinale Pietro Parolin, lo storico vertice delle Americhe che ha visto la straordinaria stretta di mano tra Obama e Castro che ha sancito il disgelo, dopo 53 anni, tra Usa e Cuba. E ai Paesi del Continente Francesco ha ripetuto quanto aveva affermato nello storico incontro in Vaticano, lo scorso novembre, con i movimenti popolari del mondo: non lasciate le briciole ai poveri, ma operate azioni concrete di giustizia e di pace.

Raffaele Luise


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