La straordinaria enciclica di papa Francesco Laudato si’ è una formidabile “scossa etica” destinata a fecondare in profondità il dibattito pubblico sia politico che economico, sia culturale che religioso. È il convincimento che il cardinale Francesco Coccopalmerio‎ ha espresso qui all’Aquila aprendo il Convegno dell’Associazione Greenaccord, guidata da Alfonso Cauteluccio, su «Coltivare e custodire le risorse naturali per nutrire l’umanità». Il Convegno ha espresso all’unanimità una netta condanna della violazione dell’embargo sull’enciclica, in cui si è vista la volontà di colpire papa Francesco. Ma vediamo di seguito l’intervista al cardinale Coccopalmerio.

  • Eminenza, cosa pensa dell’enciclica?

    Laudato si’ rappresenta una fortissima “scossa etica” rivolta a tutti noi, per esortarci a non chiuderci nella ricerca egoistica del nostro benessere, e a non utilizzare in modo improprio i beni della natura non permettendo che altri vi accedano. Francesco chiede, in primo luogo ai responsabili economici e politici e ai popoli del benessere, di rispettare i beni della terra e di favorirne la destinazione universale, iscritta in essi da Dio. E credo che se si mettesse in pratica questo principio aureo cambierebbero tante cose.

Ma c’è dell’altro, in quanto l’enciclica mostra di tenere ben presente tutto il dibattito scientifico che si è sviluppato attorno al tema di un’ecologia integrale, che sappia coniugare la sostenibilità ambientale e quella sociale e umana. Il papa rivela di conoscere bene le valutazioni scientifiche date a questa questione cruciale, e mostra di non parlare per sentito dire, senza fondamento appunto scientifico. Un dato questo di cui tutti dovrebbero tenere conto.

  • Al centro dell’enciclica sta il grido intrecciato dei poveri e delle creature, doppio grido unito dall’esigenza di una giustizia planetaria (secondo una visione che deve molto alla teologia della liberazione). Lei che è – potremmo dire – il Ministro vaticano della giustizia, come valuta questo punto decisivo?

‎   Questo tema del grido degli oppressi e del creato è già presente in diversi passi dell’Evangelii gaudium, e consiste nel non dare una risposta umana e giusta alle esigenze fondamentali di vita sia degli scartati che delle creature. Il papa chiama con vigore al rispetto di quanto costituisce un diritto ineliminabile delle persone, perché se tu me lo porti via io grido. E nello stesso modo grida la natura. Ai responsabili di questo sistema economico-finanziario Francesco ricorda con particolare rigore che se non dai da mangiare ai poveri e agli scartati la gente muore. E questo oltre che un peccato è un crimine, scrive Francesco. Detto in altre parole, il papa ricorda nell’enciclica ispirata al santo della povertà e della fraternità universale che il rispetto delle esigenze vitali fondamentali e della crescita delle persone è un diritto universale cui corrispondono precisi doveri da parte di altre persone. La giustizia consiste, allora, nel sapere qual è il mio dovere di fronte a questo doppio grido, e soprattutto al grido dei poveri.

  • Il papa in Laudato si’ denuncia senza appello i responsabili di una finanza che specula sugli alimenti e sui beni comuni fondamentali come l’acqua, e quanti ricorrono a fonti energetiche altamente inquinanti come quelle legate al carbone. E gli ambienti economici internazionali, soprattutto statunitensi, hanno reagito ammonendo il papa a non immischiarsi in questioni scientifiche che sarebbero estranee al suo Ufficio, ed accusandolo di comunismo. 

‎     Ma non è affatto così. Queste accuse non stanno in piedi. Intanto, perché’ abbiamo già visto che il discorso del papa ha un serissimo fondamento scientifico. E poi, quell’accusa di comunismo non è forse una qualifica data spesso in passato a chi dava fastidio, perché si faceva voce delle esigenze legittime dei poveri? Si tratta di un’espressione molto comoda e assai liquidatoria. Come a dire: «sei un uomo pericoloso, sei un poco di buono». Ma questo si può dire anche di Gesù. E rimane il fatto che tu ti opponi a queste posizioni del papa se non tieni conto delle esigenze degli altri e se non smetti di procacciare il profitto soltanto per te.

 

Raffaele Luise