Non riesco più a celebrare la Messa senza pensare ai divorziati risposati o comunque a tutte quelle coppie che la Chiesa considera “irregolari”.

E mi capita in due momenti solenni ed essenziali della Messa.

  • al momento della consacrazione, alle parole «per voi e per tutti» (meno male che non è tornato, come si rischiava, il «per molti» o «per una moltitudine»).

E può dare i brividi pensare che ripeti le parole di Gesù a distanza di due mila anni e con gli stessi effetti!

Per tutti!

  • E poi al momento della comunione, quando tutti, di nuovo tutti, a cominciare dal celebrante, dichiarano pubblicamente «non sono degno».

Quindi, l’eucaristia è destinata a tutti. Tutti significa tutti, anche i divorziati risposati o Gesù li escludeva?

È destinata a tutti, anche se tutti, non solo gli sposati “irregolari”, ne sono indegni.