Nella Evangelii gaudium la Chiesa non è la somma di chierici, religiosi e laici, ma è la comunità dei «discepoli missionari». In forza di questo principio il problema non è quale spazio i laici devono occupare nella Chiesa (e quale spazio le donne come laiche nella Chiesa) con la conseguente rivendicazione delle posizioni e dei ruoli di potere che invece ora sono loro negati, ma è quello del processo di costruzione e svolgimento della Chiesa di Dio in cui sono inseriti. Vale per i laici il primo dei principi che papa Francesco ha enunciato per la costruzione di una comunità umana: il tempo è superiore allo spazio. In questa nuova comprensione dei laici, essi vanno collocati non solo nello spazio ma nel tempo, anzi prima di tutto nel tempo, nel processo storico.