Non riesco più a celebrare la Messa senza pensare ai divorziati risposati o comunque a tutte quelle coppie che la Chiesa considera “irregolari”.

E mi capita in due momenti solenni ed essenziali della Messa.

  • al momento della consacrazione, alle parole «per voi e per tutti» (meno male che non è tornato, come si rischiava, il «per molti» o «per una moltitudine»).

E può dare i brividi pensare che ripeti le parole di Gesù a distanza di due mila anni e con gli stessi effetti!

Per tutti!

  • E poi al momento della comunione, quando tutti, di nuovo tutti, a cominciare dal celebrante, dichiarano pubblicamente «non sono degno».

Quindi, l’eucaristia è destinata a tutti. Tutti significa tutti, anche i divorziati risposati o Gesù li escludeva?

È destinata a tutti, anche se tutti, non solo gli sposati “irregolari”, ne sono indegni.

Qui mi viene in mente la splendida espressione del curato d’Ars: «non facciamo la comunione, perché ce la meritiamo, ma perché ne abbiamo bisogno!»

E non ne hanno bisogno gli “irregolari” quanto e magari anche più degli altri?

Negare l’Eucaristia, cioè questo pane essenziale, a milioni di cristiani, credenti e praticanti, talvolta tutta la vita, lasciarli vivere e morire senza eucaristia (e sì, perché dovrebbe pentirsi in articulo mortis, magari pentirsi di avere amato per decenni e di avere avuto ed educato figli, ma tutto in una situazione “irregolare”, dovrebbe pentirsi dell’amore vissuto e del bene fatto!) non è un colossale mostruoso abuso di potere della Chiesa?

È Madre una madre che lascia senza cibo e senza bevanda i suoi figli?

Quanto più Madri le varie Chiese Ortodossse, che non solo non negano l’eucaristia agli “irregolari” ma che, senza negare, rinnegare o cambiare le regole, le interpretano in modo più umano ed evangelico. Quanto più fortunati i nostri fratelli ortodossi che non si vedono negato pane e vino perché sono al secondo o anche terzo matrimonio.

E vogliamo finalmente togliere la parola sull’amore, il sesso, il matrimonio, la famiglia, ai maschi e celibi, che nella Chiesa sono l’unica Gerarchia, e darla a chi sa, sperimenta e vive queste realtà?

Non cambierebbero automaticamente un’infinità di cose assurde e lontane da Cristo come minimo due mila anni?

don Sergio Mercanzin


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