Aldo Maria Valli

Circa il ruolo dei laici, papa Francesco ha espresso con chiarezza il proprio pensiero nel discorso alla Cei del 18 maggio 2015, quando  ha chiesto di «rinforzare» l’«indispensabile ruolo» dei laici perché si assumano «le responsabilità che a loro competono» e ha detto che «non dovrebbero aver bisogno del vescovo-pilota o del monsignore-pilota o di un input clericale per assumersi le proprie responsabilità a tutti i livelli, da quello politico a quello sociale, da quello economico a quello legislativo». A proposito del clericalismo, è significativa la battuta di Francesco rivelata da monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei: «Il clericalismo è come il tango, lo si balla sempre in due. Non esistono laici clericali o clericalizzati che non abbiano l’appoggio di qualche prete e non c’è un prete clericale che non abbia qualche laico che muore dalla voglia di fare il prete!».

Nel messaggio inviato al convegno (marzo 2014) dei responsabili delle aggregazioni laicali, promosso dalla diocesi di Roma sul tema «La missione dei laici cristiani nella città», il papa spiega che «i fedeli laici, in virtù del battesimo, sono protagonisti nell’opera di evangelizzazione e promozione umana». È una posizione da sempre sostenuta dalla Chiesa dopo il concilio Vaticano Il. Lo rileva il papa stesso quando dice che il protagonismo del laicato «è un elemento fondamentale che appartiene agli insegnamenti del concilio Vaticano II» e che «ogni membro del popolo di Dio è inseparabilmente discepolo e missionario». Il concetto è ribadito nell’udienza generale del 26 giugno 2013, quando Francesco dice che «la Chiesa non è un intreccio di cose e di interessi, ma è il tempio dello Spirito Santo, il tempio in cui Dio opera, il tempio in cui ognuno di noi con il dono del battesimo è pietra viva». «Questo ci dice che nessuno è inutile nella Chiesa, nessuno e secondario, nessuno e anonimo: tutti formiamo e costruiamo la Chiesa. Tutti siamo necessari per costruire questo tempo». E ancora: «Tutti siamo uguali agli occhi di Dio. Qualcuno potrebbe dire: signor papa, ma lei è più importante… No! Sono uno di voi!».