FOTO SINODO bis

Raffaele Luise

«I Padri sinodali si vanno lentamente orientando verso l’accoglimento della visione di Papa Francesco, ribadita ancora una volta domenica scorsa all’apertura dell’importante assise‎, di una Chiesa cioè non società-fortezza, che si chiude, ma società-famiglia, che si apre con misericordia alla situazione concreta vissuta dalle famiglie del mondo». Ce lo hanno confidato, ieri sera, alcuni autorevoli Padri sinodali, che erano rimasti molto delusi e preoccupati all’ascolto della Relazione introduttiva del cardinale Erdő, che sembrava chiudere piuttosto che aprire la discussione sulle risposte da dare alla crisi posta a tema del Sinodo.

È stato così che Francesco, armato di santa pazienza, è intervenuto in aula ribadendo tre cose ovvie: che la dottrina sul matrimonio non era stata intaccata, che il documento-base dei lavori rimaneva l’Instrumentum laboris, e che occorreva respingere l’ermeneutica complottista come non degna del Sinodo. Grazie al tempestivo e forte intervento del papa, la discussione ha potuto tornare su binari normali e il clima si è fatto più sereno all’interno dei Circoli minori. Dove, ci dicevano diversi padri, il lavoro procede in un’atmosfera più armoniosa e proficua. In alcuni Circoli si è raggiunta, ad esempio, l’unanimità nel correggere l’impostazione troppo negativa nei confronti della modernità, mentre si va definendo un atteggiamento più pastorale e di maggiore apertura alla misericordia da parte della maggioranza dei padri, e in particolare tra i vescovi africani. «Se non possiamo attenderci delle novità, non si capisce perché’ siamo impegnati in questo lungo processo sinodale», ha fatto notare in conferenza stampa l’arcivescovo Bruno Forte al cardinale Vingt-trois, che negava qualsiasi apertura. E da parte sua, il cardinale Francesco Coccopalmerio ha fatto notare che non c’è opposizione tra dottrina e pastorale. Semmai -ha chiosato- c’è conflitto tra dottrina astratta e pastorale. Certo, il dibattito nei Circoli minori riguarda ancora il primo dei tre punti in cui è articolato l’Instrumentum laboris, quello del “vedere” la situazione di vita delle famiglie. Più difficile sarà l’esame del secondo punto, quello del “giudicare”, e più ancora quello dell'”agire”. Ma il nuovo clima e l’orientamento pastorale verso un’attitudine ispirata alla misericordia sembrano dati acquisiti che fanno moderatamente ben sperare.


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