images L. Boff

Intervista di Raffaele Luise

Sul Pentagono campeggia la scritta: “Un solo mondo, un solo impero”. Papa Francesco invece dice: “Un solo mondo, una casa comune”. ‎Comincia così il colloquio con Leonardo Boff, uno dei padri della teologia della liberazione, ora da lui definita come “ecoteologia della liberazione”, a due passi dal Vaticano.
D: Chi è papa Francesco?
È una benedizione di Dio per il mondo e per la Chiesa‎. Più che un nome è un “progetto” che abbraccia Chiesa e mondo, incentrato sulla cultura dell’incontro tra i popoli, di dialogo complessivo e globale, di convivenza e di pace. Francesco di Roma vuole far rivivere la visione di Francesco d’Assisi di una chiesa povera, umile, amica della natura, aperta agli ultimi e ai vulnerabili. La Chiesa della misericordia e dell’amore incondizionato, della sororità e della fraternità con gli uomini e con le creature, dal filo d’erba alle stelle, unite nella lode di Dio. Francesco rappresenta il seme di un mondo nuovo, memore del fatto che Dio non ha piantato alberi ma sparso semi che dentro hanno tutto: radici, rami, fiori e frutti. Appunto un mondo “nuovo”. E il papa non si limita a parlarne in astratto, ma ci mostra come esso può essere con la sua rivoluzione della tenerezza, e interrogando severamente il paradigma cinico e insensibile della tecnocrazia. Collocandosi sempre dalla parte dei vulnerabili, e raccogliendo in modo sistematico il grido della Terra e dei poveri. Nella sua visione dell’ecologia integrale, Francesco coniuga intimamente la giustizia sociale e la giustizia ecologica, i due amori crocifissi, sollecitandoci a far risorgere la Terra. In questo senso, la Laudato Si’’ è un prezioso manuale di ecologia globale, che tiene insieme l’ambiente, il sociale, il mentale e lo spirituale. Il papa non è un ambientalista: il senso vero della sua enciclica sta nella restaurazione e nella fioritura della casa comune.


D: In qualche modo lei ha contribuito all’elaborazione dell’enciclica.
R: Solo nel senso che, richiesto dal papa, che conosceva i miei testi, ho mandato per tre volte a Francesco pacchi dei miei libri, con diversi articoli, e la Carta della Terra, scritta da un gruppo redazionale di 23 intellettuali, me compreso, sotto la direzione di Mikhail Gorbaciov. Un documento che il papa cita, e i cui autori mi piacerebbe che Francesco incontrasse.
D: Come giudica l’attuale situazione in Vaticano?
R: Penso che la teoria del caos possa spiegare la situazione di Roma. Questa teoria si articola in due direzioni: il caos distruttivo, in cui ciò che non ha forza cade, rimanendo il nocciolo, e il caos generativo di un altro ordine. Penso che ci troviamo nel primo caos, che è premessa per il caos generativo. L’ultima parola non sarà la crisi intesa come distruzione, ma come purificazione. E allora la chiesa avrà un altro volto, quello che emergerà dalla pratica della visione pastorale di papa Francesco.

D: Il suo ultimo libro si chiama “Al cuore del cristianesimo”. Qual è il cuore del cristianesimo e del suo messaggio?
Ho cercato di pensare quale sia la ipsissima intentio Jesu, e credo che essa risieda nel “Padre nostro”‎, la preghiera in cui Gesù articola la “fame di Dio”, Abbà e Madre, con la sua tensione verso la trascendenza, con il “pane nostro”, la fame concreta, in cui risiede la radice tenera dell’essere umano. In essa Gesù unisce queste due forme di fame, di infinito e di terra, riconciliandole. Non dice “Padre mio” né “pane mio”, ma “nostro”, perché la preoccupazione di Gesù era che tutti si sentissero figli e figlie del Dio materno. Non il pane dell’individualismo, ma la generosità dell’abbraccio fra uomini e Terra. Si tratta di una visione anche politica, perché’ tutti possano vivere la convivialità, celebrando alla stessa tavola la generosità della vita e della Terra. E questo è il simbolo del Regno di Dio, una cena, che è l’ideale più antico di qualsiasi cultura: l’umanità come famiglia che si siede a tavola celebrando insieme la bontà della vita e la generosità di Dio.


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