GUADALUPE

Padre Josè R. de la Torre, Grosseto

 

Papa Francesco ha voluto visitare la grande nazione (terra) del Messico. In lingua “Nahuatl” (quella parlata dagli aztechi), la parola Messico vuol dire Luna, per la sua conformazione geografica, perché significa anche la “terra di mezzo”, dato che unisce l’America del nord con quella del sud. Di questo erano coscienti i popoli indigeni che abitavano appunto nel Messico; tra i più conosciuti: gli Aztechi (popolo guerriero e molto ben organizzato), i Cicimecas e altri. Per questo motivo, all’epoca della conquista (1521) da parte degli Spagnoli guidati dal capitano Hernàn Cortèz, ignari di aver trovato una terra importante, si sono resi conto che questa terra era stata sempre ambita da tutti coloro che la attraversarono. Basta pensare che in duecento anni di indipendenza dalla Spagna (1810 – 2010) nel Messico ci sono stati cinque tentativi di riconquista da parte di diverse “dominatori”: gli spagnoli, i francesi, gli americani, i rivoluzionari messicani e i Cristeros.

Il Messico attuale dal 1935 ad oggi ha cominciato il suo cammino di crescita e di sviluppo grazie ad un periodo di relativa tranquillità. È un paese sostanzialmente giovane, perché è ancora in fase di dialogo tra tutte le componenti raziali e culturali dalle quali è composto (il Messico è sette volte l’Italia e attualmente ci sono 120.000.000 di messicani). La popolazione messicana per la maggioranza è una popolazione giovane.

Papa Francesco, lui stesso lo ha detto, è andato in Messico come “Missionario di Pace e Misericordia” (dal 12 al 18 Febbraio 2016) e non come un “conquistatore”. È il terzo Papa che visita il Messico, al seguito di San Giovanni Paolo II e Papa Benedetto VI. Tutti i Papi sono stati sempre ricevuti con tanto affetto e venerazione da parte di tutto il popolo messicano (il 90% dei messicani è cattolico).

Queste visite sono state interpretate come una grande e speciale benedizione del Cielo e un segno privilegiato come un particolare dono della Madonna di Guadalupe (che vuol dire “fiume di acque chiare”) che nel Dicembre del 1531 (nei giorni 9-10-11-12) è apparsa all’indigeno Juan Diego (canonizzato da Giovanni Paolo II) come ambasciatrice celeste di pace e misericordia tra gli indigeni e gli spagnoli colonizzatori.

La Madonna di Guadalupe è stata ed è il centro della fede del popolo messicano. Per ognuno di essi, la “Morenita del Tepeyàc” è la regina della loro vita e della loro terra. Non c’è messicano che almeno una volta nella vita non abbia fatto una visita al Santuario di Guadalupe ( è il Santuario Mariano più visitato al mondo).

Papa Francesco, per coincidenza il primo Papa latinoamericano, ha avuto un’accoglienza come se fosse a casa sua. Veramente, la gente si è riversata come un fiume in piena, al suo passaggio, perché ha capito che lui è andato a trovare tutti, ma in particolare gli “ultimi”. Una similitudine la si trova nell’incontro della Madonna con Juan Diego.

Il popolo messicano, per sua natura, è un popolo “religioso” che sente e capisce il senso del “divino” e del trascendente. Per questo motivo, molto importante, la Madonna di Guadalupe ha voluto fare un regalo speciale al popolo messicano, regalandoci la sua immagine impressa nella “Tilma” (un tessuto in fibre naturali, deperibile, ma ancora intatto nonostante siano passati 485 anni dall’apparizione).

Questo fatto straordinario è simile alla Santa Sindone di Torino ed anche per questa ragione, il Santuario di Guadalupe è una meta unica per I pellegrini che, da tutto il mondo, vanno a pregarla.

Il nostro Papa è andato a salutare I governanti messicani, ma soprattutto per salutare e venerare la Madonna di Guadalupe, alla quale ha affidato il popolo del Messico e del mondo.

Evento curioso, prima del suo arrivo in Messico, il Papa ha fatto una breve sosta a Cuba, all’Havana, dove ha incontrato il Patriarca Ortodosso Kirill. Anche questo gesto, rappresenta il dialogo e la pace con I fratelli ortodossi, da tanto tempo desiderato. Papa Francesco, è arrivato nel Messico attuale, in un momento storico, nel quale ancora non si percepisce la pace e l’armonia nel paese a causa della sua posizione geografica (ponte fra due “continenti”), per salutare ma soprattutto come portatore di pace e misericordia per tutti.

È stato significativo il suo pellegrinaggio al Santuario di Guadalupe, dove ha affidato alla Vergine Maria tutta la missione del suo viaggio apostolico. Ha voluto visitare i luoghi dove attualmente c’è bisogno di parole di conforto, cioè la periferia del Messico, poi nel profondo sud fra gli indigeni, con i giovani della città di Morelia, al nord nella città di Ciudad Juàrez, posti nei quali sempre ha proclamato ed annunciato che solo l’amore di Dio può vincere lo sfruttamento dell’uomo e la morte. Tutti, a partire dal clero messicano, ha incoraggiato ad essere veri testimoni di Cristo.

Ha voluto ringraziare vivamente nell’ultima tappa del suo viaggio (Ciudad Juàrez), tutte le autorità e a tutto il popolo messicano ed ha espresso il sentimento di essere stato molto ben accolto, con espressioni d’affetto, di festa e di speranza, da questa grande famiglia messicana. Ancora una volta ha affidato alla Guadalupana tutti I figli e amici del Messico. Che il Signore e la Madonna di Guadalupe lo accompagnino e continuino a guidarlo come il Missionario di Pace e Misericordia in tutto il mondo.

 

 


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