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Al termine degli Esercizi spirituali tenuti ad Ariccia per la Curia Romana, nel pomeriggio del 10 marzo 2017 il papa Francesco, parlando al Consiglio Episcopale della diocesi di Roma e al Consiglio dei Prefetti, ha espresso il desiderio di essere aiutato nel discernimento in ordine alla scelta del nuovo Vicario della diocesi di Roma. Ciò potrà avvenire, anzitutto, con la preghiera allo Spirito Santo da parte di sacerdoti, religiosi e laici, ma anche in forma scritta elencando in una lettera: a) segnalando i bisogni. Le urgenze e le sfide che riguardano il presente e il futuro della Diocesi; b) tratteggiando un “identikit” di un candidato ideale; c) eventualmente, suggerendo uno o più nomi di candidati che potrebbero degnamente svolgere tale ministero.

 

 

Roma, 10 aprile 2017

Alla cortese attenzione della Segreteria Particolare di Papa Francesco.

Tenuto conto della complessità della diocesi di Roma – per la presenza della Santa Sede e dei suoi organismi che hanno influsso non secondario su molte vicende diocesane – il Cenacolo di Amici di Papa Francesco offre umilmente all’attenzione del Santo Padre, del quale ha immensamente apprezzato l’ innovativa e sinodale iniziativa ecclesiale, le seguenti riflessioni.

  • Un pastore umanamente sereno e capace di autonomia pastorale e creatività e inventiva, in modo da sottrarre la diocesi alla vischiosa confusione con la pervasiva presenza vaticana.
  • Un uomo dotato di senso pratico, di risorse organizzative personali, capace di abitare la complessità romana senza timidezza e con discernimento illuminato dalla fede e non dalla diplomazia o dal servilismo.
  • Valorizzi le ricchezze di tanto laicato preparato e motivato: sia italiano che straniero, per una nuova stagione di pastorale multiversale e interculturale. A Roma più che altrove il laicato è asservito al clericalismo più mondano.
  • Non sia preoccupato della occhiuta vigilanza dei dicasteri vaticani, ma abbia saggezza e libertà per prendere iniziative proprie, secondo la identità cristiana propria di Roma, non sovrapponibile alla “logica” del Vaticano.
  • Si assuma con coraggio il compito di esplorare gli orizzonti segnalati da papa Francesco, andando anche più avanti di quanto lui propone, senza restare sempre a rimorchio, e cercare riduzioni comode nell’ispirazione.
  • Abbia a cuore il dialogo con il clero romano, come un corpo di pastori genuini e audaci, e non come ramificazione di influenze vaticane. Combatta con forza la burocratizzazione “similàtea” del Vicariato.
  • In particolare sia in dialogo vero e vigile con le istituzioni formative sia del clero diocesano che di quello dei religiosi e delle religiose: per mettere a beneficio di Roma tante risorse preziose, secondo un giusto indirizzo evangelico.
  • Abbia il coraggio di richiamare tutti (a cominciare dai preti) alla sobrietà evangelica: togliendo lo scandalo di mille istituzioni ecclesiastiche avide di guadagno e visibile scandalo per i valori evangelici.
  • Infine che non abbia il titolo di cardinale: perché c’è già il Papa; ma sviluppi in Roma una pastorale che sia esemplare per il resto del mondo, così da mostrare come si può assecondare creativamente, già da qui, l’ispirazione di Francesco

Il Cenacolo di Amici di Papa Francesco


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