cambiamenti climatici

Proprio mentre a Milano si inaugurava Expo 2015,‎ dedicato ai problemi dell’alimentazione e della difesa della terra, in Vaticano si chiudeva un vertice internazionale sui cambiamenti climatici, con un’importante dichiarazione che riportiamo di seguito. Al Convegno ‒ promosso il 28 e 29 aprile dalla Pontificia Accademia delle Scienze e dalla Pontificia Accademia delle Scienze sociali insieme a Religioni per la pace ‒ hanno partecipato importanti uomini di scienza, economisti, rappresentanti dei mondi religiosi e della politica, quali il Segretario dell’Onu Ban ki Moon e il presidente italiano Sergio Mattarella.

La Dichiarazione finale [http://www.pas.va/content/dam/accademia/pdf/protect/declaration.pdf]

riassume ed esprime lo scopo del vertice vaticano, che è quello di elevare il dibattito sulle dimensioni morali politiche e sociali della protezione dell’ambiente prima della pubblicazione dell’attesissima enciclica di papa Francesco sull’ecologia, che articolerà il doppio grido intrecciato dei poveri e della terra. Qui di seguito proponiamo un documento elaborato da una équipe di studiosi.

 

A Statement of the Problem and the Demand for Transformative Solutions (29 April 2015)

The Pontifical Academy of Sciences and the Pontifical Academy of Social Sciences

 

This century is on course to witness unprecedented environmental changes. In particular, the projected climate changes or, more appropriately, climate disruptions, when coupled with ongoing massive species extinctions and the destruction of ecosystems, will doubtless leave their indelible marks on both humanity and nature. As early as 2100, there will be a non-negligible probability of irreversible and catastrophic climate impacts that may last over thousands of years, raising the existential question of whether civilization as we know it can be extended beyond this century. Only a radical change in our attitude towards Creation and towards our fellow humans, complemented by transformative technological innovations, could reverse the dangerous trends that have already been set into motion inadvertently.