differenza

Nelle recenti udienze generali del 15 e del 22 aprile Papa Francesco ha proposto alcune considerazioni su di “un aspetto centrale del tema della famiglia” – come lui stesso lo ha definito: la creazione dell’uomo e della donna e il sacramento del matrimonio. Prende le mosse dal riconoscimento che l’uomo e donna e la loro relazione nel matrimonio sono un “dono”. Scorgiamo in queste parole un duplice riferimento; uno al Vaticano II, che vede nel matrimonio, che poggia sull’amore coniugale, il fondamento della famiglia; un altro alla Scrittura, come viene esplicitato da subito nel corso delle udienze stesse.

Porre il matrimonio al centro della famiglia non è né una idea neutrale né un dato scontato. È l’assunzione di un preciso punto di vista per comprendere la famiglia e proporlo come ideale da perseguire.

Entro questa cornice Francesco si propone di riflettere nelle due catechesi introno a “differenza e complementarità” di donna e uomo. Certo la categoria “complementarità” è inadeguata a spiegare il corretto modo di intendere la relazione tra la donna e l’uomo. Storicamente l’adozione della categoria di complementarità ha costituito un passo in avanti nella ridefinizione dei rapporti tra donna e uomo, come tentativo di superamento del rapporto di subordinazione. Ma l’accresciuta consapevolezza della pari dignità della donna ha condotto a svelare l’ambiguità della complementarità.