famiglia

Se dice en Roma, y en medio mundo, que el Papa Francisco está soportando un fuerte enfrentamiento, que, según fuentes autorizadas, tiene sus raíces y sus protagonistas en la misma ciudad, en el mismo Estado, donde el Papa vive y desde el que  Francisco gobierna a la Iglesia universal. Por supuesto, es comprensible que en la Iglesia universal haya personas o grupos que no están de acuerdo con la forma de ser y gobernar de este Papa. Como es también comprensible que haya quienes no están de acuerdo con algunas de las cosas que dice Francisco o que no le agrade a todo el mundo cómo este Papa dice algunas de las cosas que dice. Este tipo de desacuerdos ha sido siempre frecuente en la Iglesia. Y no tendría por qué llamarnos la atención. Y menos aún debería preocuparnos el desacuerdo de quienes no se identifican con el modo de ser o de hablar del actual sucesor de Pedro en la Iglesia.

Lo que sucede, en este momento, es que no se trata de que hay personas o grupos que no están de acuerdo con el Papa. El problema está en que se trata de personas o grupos que atacan al Papa. No es lo mismo el “desacuerdo” que el “ataque”. El desacuerdo se basa en la “diferencia”, lo que es inevitable y, en muchos casos, enteramente lógico. El ataque, sin embargo, no se limita a expresar la diferencia. Porque el que ataca a otro, lo que en realidad pretende es que el otro cambie. Y si no cambia, que se quite de enmedio, o sea, que se vaya a otra parte. Estamos, por tanto, ante una situación seria, muy seria. Yo me atrevería a decir que la Iglesia (no sólo el Papa) se enfrenta a un problema de raíces muy hondas. Y de imprevisibles consecuencias.

È il tema scelto da papa Francesco per la 49ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che quest’anno si celebra, in molti Paesi, domenica 17 maggio.

Da giornalista che si occupa di comunicazione, da marito e padre, nonché da credente cattolico mi piace qui sottolineare due passaggi fondanti di questo bel testo del papa.

Naturalmente è tutta l’analisi e lo schema proposto da papa Francesco che va tenuto nella giusta considerazione. Il trittico ambiente/incontro/gratuità, pervade ogni tipo di sistema relazionale che Bergoglio pone all’attenzione per fare maturare percorsi condivisi e portatori di frutti.

Per questo ogni estrapolazione come questa, è sempre parziale: per chi volesse leggere per intero il Messaggio diffuso il 24 gennaio indico, il sito

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/messages/communications/documents/papa-francesco_20150123_messaggio-comunicazioni-sociali.html

Nelle recenti udienze generali del 15 e del 22 aprile Papa Francesco ha proposto alcune considerazioni su di “un aspetto centrale del tema della famiglia” – come lui stesso lo ha definito: la creazione dell’uomo e della donna e il sacramento del matrimonio. Prende le mosse dal riconoscimento che l’uomo e donna e la loro relazione nel matrimonio sono un “dono”. Scorgiamo in queste parole un duplice riferimento; uno al Vaticano II, che vede nel matrimonio, che poggia sull’amore coniugale, il fondamento della famiglia; un altro alla Scrittura, come viene esplicitato da subito nel corso delle udienze stesse.

Porre il matrimonio al centro della famiglia non è né una idea neutrale né un dato scontato. È l’assunzione di un preciso punto di vista per comprendere la famiglia e proporlo come ideale da perseguire.

Entro questa cornice Francesco si propone di riflettere nelle due catechesi introno a “differenza e complementarità” di donna e uomo. Certo la categoria “complementarità” è inadeguata a spiegare il corretto modo di intendere la relazione tra la donna e l’uomo. Storicamente l’adozione della categoria di complementarità ha costituito un passo in avanti nella ridefinizione dei rapporti tra donna e uomo, come tentativo di superamento del rapporto di subordinazione. Ma l’accresciuta consapevolezza della pari dignità della donna ha condotto a svelare l’ambiguità della complementarità.