Laudato si’

15/05/2013 Città del Vaticano, piazza San Pietro, udienza generale del Mercoledì di papa Francesco

Testo di sostegno a papa Francesco, nato durante i lavori del II Congresso Continentale di Teologia: «La Chiesa che cammina con lo Spirito a partire dei poveri» (Belo Horizonte, Brasile dal 26 al 30 ottobre 2015), a cui hanno preso parte 300 partecipanti del Latinoamerica, degli USA e di altri paesi europei.

 

Caro papa Francesco,

siamo molti in America Latina, in Brasile e in Caraibe e altri parti del mondo che seguiamo preoccupati la stretta opposizione e gli attacchi che ti fanno minoranze conservatrici potenti dentro e fuori della Chiesa. Assistiamo perplessi a qualcosa di inusitato negli ultimi secoli: la ribellione di alcuni cardinali conservatori contro il tuo modo di condurre il Sinodo e, soprattutto, la Chiesa Universale.

La lettera strettamente personale, a te diretta, è trapelata alla stampa, come era successo prima con la tua enciclica Laudato si’, violando i principi di un giornalismo etico.

Tali gruppi conservatori pretendono un ritorno al modello di Chiesa del passato, concepita come una fortezza chiusa piuttosto che come “un ospedale di campagna con porte aperte ad accogliere qualsiasi persona che bussi”; Chiesa che dovrà “cercare e accompagnare l’umanità di oggi non a porte chiuse il che tradirebbe se stessa e la sua missione e, invece di essere un ponte, diventerebbe una barriera”. Queste sono state le tue parole coraggiose.

Gli atteggiamenti pastorali del tipo di Chiesa proposto nei tuoi discorsi e nei tuoi gesti simbolici si caratterizzano per l’amore caloroso, per l’incontro vivo tra persone e il Cristo presente tra noi, per la misericordia senza limiti, per la “rivoluzione della tenerezza” e per la conversione pastorale. Questa implica che il pastore abbia “odore di pecora” perché convive con lei e l’accompagna lungo tutto il percorso.

Ci dispiace che tali gruppi conservatori sappiano al massimo dire no. Vorremmo ricordare a questi fratelli le cose più ovvie del messaggio di Gesù. Lui non è venuto a dire no. Al contrario Lui è venuto a dire . San Paolo nella seconda lettera ai Corinzi ci ricorda che “Il Figlio di Dio è stato sempre …perché tutte le promesse di Dio sono  in Gesù” (2 Cor 1,20).

La straordinaria enciclica di papa Francesco Laudato si’ è una formidabile “scossa etica” destinata a fecondare in profondità il dibattito pubblico sia politico che economico, sia culturale che religioso. È il convincimento che il cardinale Francesco Coccopalmerio‎ ha espresso qui all’Aquila aprendo il Convegno dell’Associazione Greenaccord, guidata da Alfonso Cauteluccio, su «Coltivare e custodire le risorse naturali per nutrire l’umanità». Il Convegno ha espresso all’unanimità una netta condanna della violazione dell’embargo sull’enciclica, in cui si è vista la volontà di colpire papa Francesco. Ma vediamo di seguito l’intervista al cardinale Coccopalmerio.

  • Eminenza, cosa pensa dell’enciclica?

    Laudato si’ rappresenta una fortissima “scossa etica” rivolta a tutti noi, per esortarci a non chiuderci nella ricerca egoistica del nostro benessere, e a non utilizzare in modo improprio i beni della natura non permettendo che altri vi accedano. Francesco chiede, in primo luogo ai responsabili economici e politici e ai popoli del benessere, di rispettare i beni della terra e di favorirne la destinazione universale, iscritta in essi da Dio. E credo che se si mettesse in pratica questo principio aureo cambierebbero tante cose.

Ma c’è dell’altro, in quanto l’enciclica mostra di tenere ben presente tutto il dibattito scientifico che si è sviluppato attorno al tema di un’ecologia integrale, che sappia coniugare la sostenibilità ambientale e quella sociale e umana. Il papa rivela di conoscere bene le valutazioni scientifiche date a questa questione cruciale, e mostra di non parlare per sentito dire, senza fondamento appunto scientifico. Un dato questo di cui tutti dovrebbero tenere conto.

  • Al centro dell’enciclica sta il grido intrecciato dei poveri e delle creature, doppio grido unito dall’esigenza di una giustizia planetaria (secondo una visione che deve molto alla teologia della liberazione). Lei che è – potremmo dire – il Ministro vaticano della giustizia, come valuta questo punto decisivo?

‎   Questo tema del grido degli oppressi e del creato è già presente in diversi passi dell’Evangelii gaudium, e consiste nel non dare una risposta umana e giusta alle esigenze fondamentali di vita sia degli scartati che delle creature. Il papa chiama con vigore al rispetto di quanto costituisce un diritto ineliminabile delle persone, perché se tu me lo porti via io grido. E nello stesso modo grida la natura. Ai responsabili di questo sistema economico-finanziario Francesco ricorda con particolare rigore che se non dai da mangiare ai poveri e agli scartati la gente muore. E questo oltre che un peccato è un crimine, scrive Francesco. Detto in altre parole, il papa ricorda nell’enciclica ispirata al santo della povertà e della fraternità universale che il rispetto delle esigenze vitali fondamentali e della crescita delle persone è un diritto universale cui corrispondono precisi doveri da parte di altre persone. La giustizia consiste, allora, nel sapere qual è il mio dovere di fronte a questo doppio grido, e soprattutto al grido dei poveri.

  • Il papa in Laudato si’ denuncia senza appello i responsabili di una finanza che specula sugli alimenti e sui beni comuni fondamentali come l’acqua, e quanti ricorrono a fonti energetiche altamente inquinanti come quelle legate al carbone. E gli ambienti economici internazionali, soprattutto statunitensi, hanno reagito ammonendo il papa a non immischiarsi in questioni scientifiche che sarebbero estranee al suo Ufficio, ed accusandolo di comunismo. 

‎     Ma non è affatto così. Queste accuse non stanno in piedi. Intanto, perché’ abbiamo già visto che il discorso del papa ha un serissimo fondamento scientifico. E poi, quell’accusa di comunismo non è forse una qualifica data spesso in passato a chi dava fastidio, perché si faceva voce delle esigenze legittime dei poveri? Si tratta di un’espressione molto comoda e assai liquidatoria. Come a dire: «sei un uomo pericoloso, sei un poco di buono». Ma questo si può dire anche di Gesù. E rimane il fatto che tu ti opponi a queste posizioni del papa se non tieni conto delle esigenze degli altri e se non smetti di procacciare il profitto soltanto per te.

 

Raffaele Luise