Maria Maddalena

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Pietro Perugino, Maria Maddalena (Galleria Palatina – Firenze)

Manuela Orrù

È ancora buio quando Maria di Magdala si reca al sepolcro. Con questa immagine, che apre il capitolo 20 del Vangelo di Giovanni, avvertiamo tutta la partecipazione della discepola prediletta al dramma della morte del suo Maestro. Il sole deve ancora sorgere, tutto è avvolto dalle tenebre, ma lei non può più attendere, deve andare, è sola nel suo dolore e nella sua solitudine.

“Donna perché piangi?”. Le parole dell’ Angelo la scuotono appena mentre è ancora china verso la tomba vuota, dopo che Pietro e l’altro discepolo, che lei era corsa a chiamare, se ne sono andati. Hanno portato via il corpo del suo Signore e non sa dove l’hanno posto. Gli altri sono tornati a casa, senza “comprendere”. Lei rimane. Lo cerca, vuole “sapere”. Stava e piangeva – è scritto nel Vangelo. In questo suo stare, c’è tutta l’attesa, il desiderio irrazionale del cuore di ritrovare ciò che è perduto; c’è la persistenza dell’azione, ben espressa dai verbi al participio, che si traduce in un’attenzione vigile, in un’attesa non passiva. La risposta a quella domanda muta non tarda ad arrivare. Il suo attendere, il suo persistere dinanzi a quel sepolcro vuoto, incontrano la Verità nel momento in cui si volta, prima ancora di udire il suono delle parole: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?”. Non lo riconosce subito Maria. Gesù è lì, esperienza del “non ancora”, attende di “essere visto”, “Riconosciuto”. Lei crede sia il custode del giardino, ma già nel suo voltarsi, nel volgere lo sguardo dal sepolcro al giardino, memoria simbolica dell’Eden perduto, lascia che si compia in lei quella trasformazione, quella conversione, che è il messaggio pasquale della Resurrezione, condizione ritrovata delParadeisos, il paradiso originario, meta verso cui tende il nostro andare. Ed è allora che Lui la chiama per nome e finalmente lei lo “vede”: “Rabbunì, Maestro mio!”. Lui che veniva cercato all’esterno, la ispirava a cercarlo dentro di sé. Lei che cercava il corpo di un morto trova la Vita.