perdono

lo vuole il cuore

don Sergio Mercanzin

 

29 Giugno, festa dei Santi Pietro e Paolo.
È pomeriggio.

Sull’autostrada per Avezzano, il cardinale Coccopalmerio,
– per i tanti che gli vogliono bene semplicemente Cocco –

e io sfrecciamo su un’ auto vaticana;
alla guida, gentile e discreto, uno dei tre autisti del papa.
Nel fresco dell’abitacolo, il cardinale e io, tiriamo fuori il cellulare,
per parlare con… Dio!
Cioè per recitare il breviario, grazie ad una comodissima applicazione,
che ti risparmia di saltare da una parte all’altra del vecchio breviario cartaceo.
Dopo il breviario, il rosario, che l’autista recita devotamente insieme a noi.
Siamo diretti al carcere di Avezzano.
Ci aspetta un detenuto, assistito dalla onlus LO VUOLE IL CUORE, fondata dal cardinale.

La novità dell’incontro del Papa con la Tavola valdese a Torino non sta nel fatto che egli sia andato a trovare cristiani di altre confessioni e sia entrato in un luogo dove si celebrano altri culti, perché questo lo aveva già fatto quando era andato in visita alla comunità pentecostale di Caserta, o al Fanar di Istanbul o quando nelle Filippine è entrato in un tempio buddista.

La novità non sta neanche nella sua concezione dell’ecumenismo come di un processo di diversità riconciliate che sono accomunate dalla stessa origine ma non tendono all’uniformità, perché questa idea dell’unità della Chiesa l’aveva già espressa più volte.

Ci sono invece quattro novità di alto significato che conviene registrare perché non siano più perdute nel cammino ulteriore della Chiesa.

Francesco e i valdesi. Un incontro storico

«E’ stata la festa di chi per decenni ha lavorato al dialogo tra le due Chiese».‎

E’ il commento a caldo che il valdese Paolo Naso ha fatto della storica visita di papa Francesco nel tempio valdese di Torino ieri  22 giugno.

“E’ stata senz’altro una visita storica, molto significativa per la vita delle due Chiese in cammino verso l’unità. Un momento storico come pochi altri”, ha aggiunto l’autorevole rappresentante valdese, subito dopo l’incontro. “E’ crollato un muro che durava da 800 anni‎, grazie alle parole commosse di perdono di papa Francesco per le responsabilità della Chiesa cattolica nei confronti dei seguaci di Pietro Valdo. Ed è crollato anche perché dall’altra parte è stato accolto con sincerità il fratello Francesco, fratello nella fede in Cristo, come ha detto il pastore Bernardini. Un muro che crolla anche perché da una parte sono state richiamate le responsabilità storiche e dall’altra è stata affermata la volontà di avviare un cammino comune”.

Il Moderatore della Tavola valdese, Bernardini, si è augurato che, anche in prospettiva dei 500 anni dalla Riforma di Lutero nel 2017, si possa giungere a celebrare insieme l’eucaristia.

– Questo è un grande sogno della Chiesa ancora divisa, ma quello che ha commosso, ci ha toccato‎ e fatto riflettere tutti è che il papa non ha evitato la risposta a questa domanda.

In che senso?

– Nel senso che ha raccontato uno straordinario fatto accaduto nella diocesi di Pinerolo la scorsa Pasqua, quando  i valdesi hanno offerto il vino per la comunione dei cattolici e i cattolici il pane per la “cena”dei valdesi. Si tratta della bellissima immagine  di un cammino che ci porta insieme verso la stessa mensa eucaristica, che rimane tuttavia  un cammino ancora incompiuto. Questo racconto del papa per me e’ stato una risposta assolutamente pertinente.

C’è la possibilità che la ricorrenza dei 500 anni dalla Riforma possa essere celebrata insieme tra protestanti e cattolici?

Io ritengo di si, anche se il problema rimane quello del livello al quale potrà avvenire questa celebrazione comune. Da qualche mese mi capita di partecipare a tanti simposi storico-teologici sul 2017, a cui intervengono qualificatissimi rappresentanti del mondo cattolico. A livello alto, dell’intellighenzia, penso che ci sarà un 2017 comune, in  quanto già ci si sta muovendo in questa direzione. Ma la sfida vera sta nel capire se questa comunione nel sentire la Riforma come patrimonio comune si produrrà anche a livello delle comunità locali.

E saranno cancellate per l’occasione le scomuniche?

– Sono apparse definitive le parole di perdono del papa, mentre da parte valdese, come ha affermato il pastore Bernardini, il perdono è stato offerto ormai da tanto tempo‎. Quindi, simbolicamente, in questa storica giornata possiamo dire di aver tirato via le macerie del muro lungo 800 anni.

Raffaele Luise