Porta Santa

G. Ferrari Fuga in Egitto

GAUDENZIO FERRARI, Fuga in Egitto

Varallo, Chiesa della Madonna delle Grazie, Parete Gaudenziana, 1513

*************

Sua Ecc. mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara

Omelia per l’apertura del Giubileo

 

Carissimi, abbiamo varcato la “Porta della Speranza”.

Entrare dalla porta della speranza

L’apertura della Porta Santa della Cattedrale ci fa sostare in silenzio e preghiera in comunione con il Santo Padre, papa Francesco, e con tutta la Chiesa universale, quando, oggi, tutte le cattedrali del mondo hanno aperto la “Porta Santa”.

Se noi osserviamo la porta della nostra Cattedrale, noteremo tre caratteristiche singolari: è la porta che ha “la soglia più bassa”, “il passaggio più largo” e “il portale più alto”. Questi tre elementi, assolutamente singolari (e che è difficile trovare in altre cattedrali), hanno richiamato a me – e vorrei suggerirlo anche a voi – tre modi per “entrare” e per “uscire” da quella porta.

Una porta c’è per entrare nello spazio intimo della casa; una porta c’è per entrare nello spazio più ampio di una Chiesa; e una volta, c’era, addirittura, una porta per entrare nello spazio protetto della Città. Ma una porta c’è anche per uscire nel rischio del mondo, nell’incontro con l’altro, nel servizio alla società. E noi lo abbiamo fatto, dopo un mese di immagini terribili, di preoccupazioni, di paure, di angosce per gli eventi di morte che hanno attraversato il cielo d’Europa.

Vorrei richiamare, allora, questi tre aspetti, collegandoli con tre momenti che ciascuno di noi può e deve vivere, quando verrà da solo, in un giorno che vi suggerisco di dedicare, con almeno mezza giornata di tempo, per passare personalmente attraverso questa porta che è “Porta di Speranza e Porta di Misericordia”.