san Pietro

Raffaele Luise

Emozione e commozione hanno tenuto incollati alle panche della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami‎ i fortunati spettatori della musicopera «Il primo Papa – La libertà di essere uomo», scritta e diretta da Tony Labriola e Stefano Govoni, rappresentata in anteprima mondiale lo scorso 30 settembre.

Due ore di musica rock sinfonica e spettacolo con 16 attori in scena, oltre 20 canzoni, costumi storici e proiezioni suggestive. Molto felice la scelta della chiesa di san Giuseppe, all’interno del foro romano, che sovrasta il carcere Mamertino, in cui fu rinchiuso san Pietro prima di essere crocifisso a testa in giù. E proprio nell’antico carcere romano è ambientato il Musical, che mette in scena la vita del primo Papa raccontata nientemeno che da Gesù.

Una scelta felice, come felice è stata l’articolazione del racconto in una catena di feedback, che hanno raggiunto l’acme nello scontro drammatico e vocalmente avvincente tra l’imperatore Nerone e Pietro, interpretato dalla voce fantastica di Simone Sibillano. Un’invenzione artistica di grande spessore, come pure quella del dialogo “come tra due amici” tra l’imperatore e l’Apostolo, seduti sul gradino della scena. Non alla stessa altezza drammatica la caratterizzazione di San Paolo e quella di Giuda, apparsi francamente fragili. C’è stata qua e là qualche ingenuità “catechistica”, ma nell’insieme lo spettacolo ha saputo rappresentare, soprattutto nelle parti cantate, la profonda e umanissima figura di San Pietro. Entro qualche settimana lo spettacolo verrà diffuso in CD, impreziosito dalla recitazione del “Padre Nostro” cantato da Albano nella versione italiana e intercalato dalla voce di papa Francesco.