semplicità

 Dialogo con il cardinale Gianfranco Ravasi

Un pellegrinaggio per un «nuovo umanesimo» sulla via delle opere di misericordia. Una visita pontificale che è anche un viaggio condensato in sette tappe simboliche delle contraddizioni, delle luci e delle ombre di un Mezzogiorno incarnato da Pompei e da Napoli, luoghi paradigmatici dove Papa Francesco arriva – il primo giorno di primavera, ma anche giornata mondiale della Poesia e giornata in memoria delle vittime innocenti della criminalità – compiendo quei passi concreti sintetizzati nei cinque verbi del documento preparatorio al quinto grande Convegno ecclesiale di Firenze: uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare.

Viaggio nelle parole chiave

A decifrare, attraverso alcune parole chiave, questo itinerario costellato di segni con il discernimento necessario a coglierne la portata – sia sul piano del magistero papale, sia per le sue ricadute sul territorio campano – una “guida” d’eccezione: il cardinale Gianfranco Ravasi, dal 2007 presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, già Prefetto della Biblioteca Ambrosiana dal 1989 al 2007, nominato Commissario Generale della Santa Sede per l’Expo di Milano 2015 oltre che fine biblista, teologo, ebraista ed archeologo, autore di una vasta opera letteraria che ha donato a credenti e non credenti (suoi ospiti costanti, in dialogo nel Cortile dei Gentili) acute interpretazioni della Parola biblica e della valenza poetica dei testi sacri, anche attraverso la sua alta divulgazione in “breviari laici” e rubriche su quotidiani e periodici.