Spirito Santo

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A cura di Fabio Colagrande

Al di là di quanto si legge su alcuni media, il clima che si sta vivendo al Sinodo è di grande fraternità: è quanto afferma il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi.

D.- È giusta questa lettura, Eminenza?

R.– Direi che innanzitutto c’è molta fraternità, soprattutto nei circoli minori: adesso che ci si conosce meglio si parla molto liberamente – e questo è un grande valore perché il Papa ce l’ha richiamato fortemente – e valorizzando più facilmente le opinioni degli altri, anche se sono diverse dalle tue. Questa mi sembra una cosa molto buona. Poi, speriamo che le cose continuino con questa libertà e fraternità.

D.– Il Papa, nella Santa Messa inaugurale, ha detto che una Chiesa con le porte chiuse tradirebbe se stessa: sentite anche l’impegno di essere uniti, alla vigilia del Giubileo della Misericordia?

R.– Ma certamente! Guardi, questa dell’apertura delle porte, di cui è simbolo anche l’apertura della Porta Santa nel Giubileo, è fondamentale per la Chiesa. Certamente, la Chiesa ha una dottrina che deve mantenere ferma, però se guarda direttamente alla dottrina e poi alla persona, può aver più difficoltà a capire la persona; se invece guarda direttamente alla persona e alle sue sofferenze, alle sue necessità concrete, poi trova nella dottrina una luce per venire incontro alla persona. Ma guardando direttamente alla persona, alle sue sofferenze, alle sue necessità concrete, si trova quello stimolo che invece non si ha guardando più astrattamente solo e direttamente alla dottrina.

D.– Si può dire che è un Sinodo pastorale e non dottrinale? E’ giusta questa definizione?

R.– Io non contrapporrei “dottrinale” a “pastorale”, perché la dottrina è per la persona, per il bene della persona e la pastorale è il bene della persona. A volte, però, la dottrina deve tener conto della situazione della persona, o meglio: deve diventare luce per dare una risposta alle necessità concrete. Quindi, si potrebbe dire: contrapponiamo dottrina astratta a pastorale, ma non dottrina a pastorale. La dottrina deve servire, nel suo nucleo profondo, a illuminare e a risolvere i problemi concreti.