Teologia

Con le udienze di mercoledì 15 e mercoledì 22 aprile, papa Francesco ha cominciato a indicare alcune linee generali di una catechesi sul «grande dono che Dio ha fatto all’umanità con la creazione dell’uomo e della donna e con il sacramento del matrimonio». Si tratta di questioni di grande rilevanza antropologica, educativa, sociale e con notevoli risvolti sul piano delle scienze umane, della filosofia e della stessa teologia.

Ha detto testualmente il papa la scorsa settimana: «il testo biblico lo ripete per ben tre volte in due versetti (26-27): uomo e donna sono immagine e somiglianza di Dio. Questo ci dice che non solo l’uomo preso a sé è immagine di Dio, non solo la donna presa a sé è immagine di Dio, ma anche l’uomo e la donna, come coppia, sono immagine di Dio. La differenza tra uomo e donna non è per la contrapposizione, o la subordinazione, ma per la comunione e la generazione, sempre ad immagine e somiglianza di Dio».

Intervista al cardinale Kasper

A margine di una riunione del “Cenacolo di amici di papa Francesco”, abbiamo posto al cardinale Walter Kasper, già Presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo ecumenico, di rispondere ad alcune brevi domande su talune posizioni che hanno destato un po’ di sconcerto nell’opinione pubblica ecclesiale.

Cardinale, si sente rivolgere da più parti, persino all’interno del Vaticano, la stessa accusa già a suo tempo rivolta a Giovanni XXIII: Bergoglio sarebbe un papa “soltanto pastore”, e dunque ‒ si sostiene ‒ vi sarebbe bisogno di una “strutturazione teologica” del suo pontificato. Ma hanno fondamento critiche di tal sorta?

Kasper: Francesco non è un teologo nel senso professionale del termine, ma dietro alle sue semplici frasi c’è una profondissima teologia, e anche dietro ai suoi gesti pastorali c’è una teologia, la “teologia del popolo” argentina. Si tratta solo di studiare un poco la biografia e l’operato di questo papa, a partire da quando era arcivescovo di Buenos Aires. È semplicemente un non senso, per altro, sostenere che non sia un teologo perché i papi nella loro grande maggioranza, lungo il corso della storia, non sono stati dei teologi, ma sono stati sempre dottori della Chiesa. Il papa è il supremo dottore della Chiesa, per il suo stesso ufficio. Non è pensabile di strutturare teologicamente dall’esterno il pontificato di Francesco anche perché’, ripeto, c’è in lui una ricca teologia, che forse non è quella europea, ma quella dell’emisfero Sud, che Bergoglio ha anche insegnato in Argentina. Dobbiamo respingere l’arroganza della teologia europea e smettere di credere che noi possiamo insegnare a questo papa. È invece lui che insegna a noi, e io credo che anche un teologo europeo può imparare molto da Francesco, dai suoi gesti e dalle sue parole.

Ma allora qual è il motivo di posizioni così prevenute?

Kasper: Si vuole svalutare e delegittimare questo papa‎, e ci si vuole un po’ appropriare di questo pontificato. E alcuni di quelli che muovono queste critiche vogliono farsi, in qualche modo, come dei “superpapa”. Ma questo non è cattolico.

Raffaele Luise

Como es bien sabido, no todos los católicos están de acuerdo con el papa Francisco. Y también se sabe que, entre quienes se oponen a este papa, abundan los que, de una forma o de otra, se lamentan de que el actual Sumo Pontífice de la Iglesia católica no es un papa “teólogo”, sino más bien un papa “pastor”. Es decir, a juicio de quienes le ponen serios reparos al papa Francisco, la Iglesia se ve gobernada, en este momento, no por la teología, sino por la pastoral. Pero, ¿a dónde va una Iglesia sin teología? En esto consiste una de las acusaciones más fuertes que no pocos opositores de este papa se plantean y nos plantean. ¿Qué decir sobre este asunto capital?

El profesor Gerhard Ludwig Müller, que escribió su enorme tratado de Dogmática en la universidad de Múnich y actualmente es el cardenal prefecto de la Sagrada Congregación para la Doctrina de la Fe, afirma que “la teología es siempre la iluminación científica de la confesión y la praxis de fe de que Dios está presente en la creación y se autocuminca  en su palabra en la historia y en la persona de Jesucristo” (2ª ed., Barcelona, Herder, 2009, p. 20). Es evidente que ni la persona ni la palabra del papa Francisco se ajustan a esta definición de teología que presenta la Dogmática del cardenal Müller. Si un buen día la gente escuchase a Francisco hablar de esta manera, lo más seguro es que seríamos muchos los que nos preguntaríamos: “¿Qué la pasa?”. Es evidente que, desde el punto de vista de la “dogmática” de Müller (y de lo que esa “dogmática” representa), Francisco no es un papa-teólogo. Pero, ¿quiere esto decir que Francisco es un papa sin teología?