testimone

«Viva il Concilio» è stata una scommessa. Che ha avuto un inizio e una fine. Nell’agosto del 2010 con l’amico Piero Coda ragionavamo al Monastero di Camaldoli sulla fatica nell’appassionare le nuove generazioni di credenti riguardo alla novità entusiasmante del Vaticano II. Noi alla loro età eravamo stati catturati da quell’evento, forse senza neanche accorgercene.

Però, come ebbe a commentare il compianto Paolo Giuntella, che aveva qualche anno più di noi, la ragione per cui nel ’68 non aveva lasciato la Chiesa e aveva continuato a tener viva la sua fede del Signore era da imputare sicuramente alla svolta conciliare. Il Vaticano II aveva immesso profumi, sapori e colori sulla scena ecclesiastica ormai antiquata, aveva fatto “sognare ad occhi aperti” un modello di cristianesimo pienamente umano e al passo con i tempi. Invece, per i giovani di oggi le cose non stanno più così.